Il mercato immobiliare afghano : caos più totale

L’Afghanistan , devastato ormai da decenni dalle guerre intestine , è la culla di circa 30 milioni di abitanti che , purtroppo , vivono in condizioni di povertà assoluta. Il ventitreesimo posto è quello occupato da questa terra nella classifica stilata dalla rivista Global Finance dei paesi con il maggior livello di povertà e miseria, mentre per il Transparency International , l’Afghanistan rientra nel novero delle nazioni più corrotte al mondo.

Gli USA hanno da sempre messo in guardia chi fosse interessato ad acquistare un immobile in Afghanistan , proprio per questi elementi senza dubbio determinanti e che apportano un’ accezione tutt’altro che positiva a questa nazione. In aggiunta occorre precisare che l’Afghanistan resta tutt’oggi uno dei maggiori produttori di sostanze stupefacenti.

Veniamo ora però alla sfera che più ci interessa,quella cioè relativa al mercato immobiliare.Senza dubbio , una delle principali prerogative che caratterizzano il mattone afghano , è data dalla sua natura caotica e confusionaria . Non esiste un sistema di registrazione dei terreni e quasi tutte le transazioni ( l’82 %) avvengono senza che possano essere controllate  e documentate.

Motivo per cui capitano situazioni in cui lo stesso appezzamento di terreno risulta essere di proprietà di differenti acquirenti e , ovviamente , la giurisdizione , priva della giusta documentazione , non può risolvere le innumerevoli controversie che si presentano.

Di pari passo a questa grave mancanza , viaggia anche la costruzione illegale. Secondo l’ARAZI , circa due terzi delle proprietà residenziali nelle principali città e regioni della nazione , sono state costruite illegalmente.Un permesso standard per costruire da zero una proprietà necessita di 12 mesi per essere concesso , mentre il suo valore monetario è pari all’80 % dell’immobile. È semplice quindi comprendere le motivazioni che stanno alla base dell’evasione ‘’immobiliare ‘’. Nonostante tutto però , le autorità hanno comunque cercato di ovviare e di risolvere questa piaga, ma senza successo. E il costo degli immobili ? Stando a quanto rilevato dal Fondo Monetario Internazionale , nel 2010 il 90 % degli investimenti proveniva dall’estero. Ma la domanda è un ‘altra. Perché? Per il basso , anzi , bassissimo costo delle proprietà , che hanno apportato dal 2000 al 2017 al boom edilizio in questa terra , movimentato soprattutto grazie ai capitali di illustri figure impiegate nelle diverse ambasciate internazionali. Ma la domanda , nonostante gli Stati Uniti cerchino di scongiurarla, non sembra interrompersi. La popolazione continua ad aumentare e per ovvie ragioni c’è bisogno di trovare una sistemazione.

Per quel che concerne (nel dettaglio) i prezzi al metro quadro , parliamo di cifre che si aggirano dai 300 ai 1500 dollari , mentre gli affitti partono da 50 dollari mensili fino a un tetto massimo di 700 dollari , a seconda delle dimensioni.

La crisi economica sta esacerbando le disuguaglianze al punto tale che si prospetta un crollo ulteriore e l’imposizione della corruzione per i prossimi anni

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